Quanto conta esserci?

L’atto di fotografare panorami è un momento emozionante ed al tempo stesso rilassante. Si sa che immergersi nella natura, quella natura che tanto manca nei paesaggi moderni e nelle mura del posto di lavoro, è un toccasana per lo spirito.

Ma sul più bello arriva la delusione; racchiudere in uno scatto, in un rettangolo di 15cm*10cm quel senso di immersione è tutt’altro che facile, a volte è del tutto impossibile. Non tutto quello che è bello da vedere poi si presta a essere infilato in uno spazio ristretto, quello di un’immagine.

Pertanto la ricerca di nuovi spazi che si prestino ad essere compressi in una foto è un compito difficile almeno quanto l’apprendere le tecniche migliori per rappresentare al meglio quello spazio.

E se invece di girovagare alla ricerca di panorami mozzafiato, si acquisissero i diritti delle immagini di qualche webcam sparsa qua e là? Follia? L’immagine che ho inserito in questo articolo supporta la mia provocazione. Non l’ho scattata io con una macchina ultra-prestazionale, bensi una qualsiasi webcam ancorata su chissà quale pilone di una nota località sciistica.

Qualche giorno fa stavo osservando le immagini delle webcam di Madonna di Campiglio e, giustamente colpito dal panorama rappresentato a video, ho catturato uno “screenshot” dello stesso. Ho aperto l’immagine con photoshop, ho tolto il logo sovraimpresso del comprensorio ed ho lavorato sui contrasti, un poco, e niente di più.

 

Cattura

Che ne dite? Vi piace? Chiaramente è una foto interessante, la nebbia è evocativa e misteriosa, la funivia che fa addentrare in essa lo sguardo crea tensione, il contrasto tra il sopra ed il sotto è lampante. Nel mio portfolio di panorami la inserirei senza troppe remore.

Questo giochino ha palesato due concetti non nuovi nel mondo della fotografia.

Non serve una macchina da 5000 euro per ottenere una bella immagine ed anzi, se l’immagine non la si cerca, non basterà la migliore attrezzatura al mondo per farci ottenere foto buone. Se siano due notizie buone o due brutte dipende da come le si prende.

La cosa certa, ma è un pensiero personalissimo, è che mai e poi mai accetterei di delegare ad un mezzo lontano da me l’esperienza fotografica.